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Attenzione, non far passare più di due anni per certificare il tuo impianto termico: norme e controlli periodici!

Cosa devi sapere sulla revisione e fumi della tua caldaia? Se possedi una caldaia devi effettuare dei controlli periodici, di seguito faremo chiarezza sull'argomento.

La revisione del tuo impianto termico è distinta dal controllo dell’efficienza energetica, meglio conosciuta anche con i nomi di verifica dei fumi o bollino blu.

Il primo intervento è obbligatorio per tutti i tipi di impianto di riscaldamento, invece, il controllo di efficienza energetica, è previsto per tutti gli impianti che superano una potenza di 10 kw.

. Che differenza passa tra la manutenzione e il controllo fumi della tua caldaia?

La manutenzione della tua caldaia consiste nella pulizia del: bruciatore, scambiatore di regolazione, sicurezza e controllo e nella verifica del corretto e efficiente scarico dei fumi.

Il controllo dei fumi della tua caldaia consiste nell’esame dei fumi, nell’analisi della combustione per verificarne il rendimento, la concentrazione di ossido di carbonio (CO) e l’indice di fumosità.

. Perché la revisione ed il bollino blu della caldaia sono necessari?

La revisione e bollino blu della tua caldaia sono controlli necessari perché oltre a garantire la sicurezza degli ambienti domestici, favoriscono il risparmio energetico (e dunque economico), riducendo anche le emissioni inquinanti.

In particolare, la revisione della caldaia prevede pulizia, controlli sulla sicurezza e sul funzionamento: un’operazione logicamente da effettuare nella stagione in cui il riscaldamento è spento.

Altra cosa è invece è l’esame dei fumi, obbligatorio per legge perché serve a misurare la quantità dei gas presenti nella combustione, tra i quali il monossido di carbonio, permettendo così di tenere sotto controllo sia la sicurezza sia l’inquinamento atmosferico. Minori emissioni di CO e CO2 significano, infatti, che si brucia meno combustibile e quindi si immettono nell’atmosfera meno fumi di scarico.

. Quali rischi in caso di mancata revisione e verifica fumi della caldaia?

I rischi in caso di mancata revisione e verifica fumi della caldaia sono tipicamente 4:

La fuoriuscita di gas (nel caso di apparecchi alimentati a gas, metano o gpl), pericolosa in quanto può a sua volta comportare un’intossicazione o, peggio ancora, uno scoppio;

La creazione di monossido di carbonio. Rischio da non sottovalutare perché l’incidente può avvenire con tutti i tipi di combustibile e può derivare sia dal fatto che fiammelle brucino l'ossigeno, senza che nelle stanze ci sia un ricambio d'aria, sia dall'intasamento dei tubi di scarico dei fumi;

L'incendio del combustibile, rischio presente in particolare in caso di caldaia a gasolio o kerosene;

Le fulminazioni o gli incendi causati da corti-circuiti negli impianti elettrici che servono la caldaia.

Le statistiche dicono che la maggior parte degli incidenti è causato da impianti a metano, che è il combustibile più diffuso e più utilizzato dalle caldaie individuali. Incidenti che sono provocati spesso per imperizia, trascuratezza e scarsa cura dedicata dal proprietario dell’impianto.

. Ogni quanto la revisione e la prova fumi della tua caldaia sono necessari?

Per la revisione degli impianti di riscaldamento delle abitazioni secondo il DPR n. 74 del 2013, viene affidata, per la prima volta, alla ditta installatrice la possibilità di indicare la periodicità e la tipologia di operazioni di manutenzione e pulizia da compiere, in genere ogni 1 o 2 anni. Nel caso in cui la ditta non fornisca indicazioni, faranno fede le indicazioni riportate dal costruttore della caldaia sul libretto di impianto.

Solo nel caso in cui mancassero anche questi dati, ci si riferirà infine alle norme UNI e alle norme CEI della caldaia (esempio per le caldaie domestiche inferiori a 35 kw fa fede la norma UNI 10436/96 mentre per le caldaie condominiali di potenza superiore a 35 kw ci si riferisce alle norme UNI 10435/95).

Per il controllo dell’efficienza energetica , il classico controllo dei fumi della caldaia e del rendimento di combustione (chiamato spesso anche “Bollino blu”) vale un’altro discorso. A stabilire la periodicità dei controlli in tal caso è la legge, più precisamente l’allegato A del DPR di cui sopra, che uniforma la manutenzione della caldaia alle normativa Europee sulla periodicità dei controlli.

Il nuovo regolamento ha previsto il rinnovo del Bollino blu come segue:

impianti a gas metano o GPL: ogni 4 anni;
impianti termici a combustibile liquido o solido: ogni 2 anni;
caldaie con potenza superiore a 100 Kw: i tempi si dimezzano.
I controlli sono da effettuare con le scadenze stabilite a prescindere dal tipo di caldaia e di anzianità della stessa.

Spetterà, poi, al comune effettuare verifiche a campione per appurare lo stato della caldaia del cittadino. Non dimenticatevi che nel caso in cui l’ispettore reputi che la revisione non sia stata effettuata secondo le norme vigenti, il proprietario, l’amministratore o l’inquilino rischiano una multa che oscilla da un minimo 500 a un massimo di 3000 euro, come disposto dall’articolo 15 del D.l. 192/2005.

. Chi è abilitato ad effettuare il bollino blu?

Il controllo della tua caldaia deve essere eseguito da chi è abilitato ad effettuare il bollino blu, ovvero Galizia Assistenza, azianda certificata dalla camera di commercio di Brindisi per lo svolgimento di attività da manutentore o installatore.

Installatore che dal 1°agosto 2013, ai sensi dell’art.15 del D.lgs n. 28/2011 che recepisce la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, devono obbligatoriamente disporre di tale certificazione, nel gergo nota come “patentino”, per installare e fare manutenzione di caldaie, caminetti e stufe a biomasse, sistemi solari fotovoltaici e termici, sistemi geotermici a bassa entalpia e pompe di calore.

Ti ricordiamo che a seguito della revisione della caldaia e del controllo dei fumi, ti deve essere rilasciato dal tecnico un rapporto di controllo tecnico da allegare al libretto di impianto. Copia di essi verrà trasmessa all'autorità competente, Comune di appartenenza o Provincia di Brindisi.

A tal proposito dal 15 ottobre 2014 è in vigore un nuovo libretto di impianto obbligatorio per i proprietari di casa e che deve essere compilato per la prima volta dal manutentore. Tuttavia, il vecchio che avete in casa non deve essere gettato perché rappresenta la documentazione storica della caldaia.

. Cosa è il libretto della tua caldaia?

È la “carta d’identità” della caldaia autonoma. Per legge deve sempre riportare i tyuoi dati, il numero di matricola dell’apparecchio, i risultati degli interventi di manutenzione nonché i dati relativi all’analisi dei prodotti della combustione.

Su questo documento vengono annotati anche i risultati delle ispezioni svolte dalla Pubblica Amministrazione.

. Quali sono i tempi dell’intervento per la tua caldaia?

I tempi dell’intervento sono circa di un’ora e mezza per un controllo sui fumi fatto a doc. L’intervento di revisione annuale è solitamente più veloce e si risolve nel giro di un’oretta.

Nel caso in cui possedete una caldaia vecchia, con la nuova normativa ti conviene valutare la possibilità di investire nell'acquisto di una nuova caldaia, ad esempio a condensazione, e approfittare della detrazione 65% in vigore fino al 31 dicembre 2017 per le spese effettuate sia per le singole unità immobiliari che per i condomini. 

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